IL PAPA E LA CULTURA DELL’INCONTRO

Enzo Bianchi
Enzo Bianchi

In questa riflessione, comparsa sul quotidiano la Repubblica, il priore di Bose, Enzo Bianchi, traccia una valutazione generale, sul prima e sul dopo, di un incontro davvero inaspettato quanto salutare e positivo.

Cinque secoli sono passati da quel giorno in cui un monaco agostiniano affisse sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg il suo “manifesto” che chiedeva una riforma della vita e della dottrina allora dominante nella chiesa cattolica. Iniziava in quel giorno una “protesta” che aveva come fine il ritorno al vangelo: Martin Lutero – un uomo “morsicato” da Dio e assetato di una salvezza misericordiosa – scoperto che l’amore di Dio non deve mai essere meritato, diventò la voce possente, tesa a ridare il primato alla Scrittura, alla grazia-amore gratuito di Dio e a Cristo, Signore della sua chiesa.
Continua nell’  ALLEGATO  la riflessione di Enzo Bianchi

 

IN GINOCCHIO CON NORCIA

Microsoft Word - Documento1Permettici di tornare ad inginocchiarci per  renderti grazie,  perché oggi tu ci hai messo in  ginocchio oltre ogni nostro volere.
 Una riflessione – preghiera di un giornalista che crede in un Dio misericordioso e non giudice crudele.

Perché Signore?
Come facciamo oggi a leggere quello che tu ci hai scritto: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra”. Era questo il senso che intendevi? Lo so, forse sono presuntuoso, ma non posso tacerlo: non riesco a pensare che fosse questo il senso che intendevi. Eppure tu stesso ce lo hai lasciato trapelare: “La terra tremò e si scosse; vacillarono le fondamenta dei monti, si scossero perché Egli era sdegnato. Dalle sue narici saliva fumo, dalla sua bocca un fuoco divorante; da lui sprizzavano carboni ardenti. Abbassò i cieli e discese, fosca caligine sotto i suoi piedi”.

La riflessione continua nell’ALLEGATO

VANNO E VENGONO.

La Giornata Missionaria è terminata, ma loro rimangono!

Stiamo parlando dei Missionari e delle Missionarie che ci onorano della loro presenza. Quest’anno infatti contrariamente a quanto avviene di solito, quest’anno abbiamo la fortuna di averne tra noi alcuni:

  • don Federico BRAGONZI fidei donum in Uruguay
  • suor Clara ZANIBONI paolina in Kenya e Sudan
  • padre Renato RIBONI consolata in Colombia
  • A questi si aggiungono diversi laici e laiche che, durante l’estate hanno fatto esperienze missionarie.

CONTATTATECI!

“GUARDO ALTO” PER SCRUTARE LONTANO. Continua…

altoChe cosa significa GUARDO ALTO?
Significa guardare lontano, perché da lontano gli avvenimenti, come gli oggetti, si colgono nell’ insieme, non  più separati tra loro, ma formano un contesto e in questo modo è più facile confrontarli tra loro e valutarne dimensione e consistenza.

Continua il nostro precorso di riflessione sul mondo attuale. Dopo il primo incontro sul Brasile nel contesto dell’America Latina, è la volta del continente africano.
Non a caso il prossimo incontro, programmato per martedì 8 novembre, avrà per tema: IL CASO DEL CONGO NEL CONTESTO DELL’AFRICA e sarà guidato da Raffaele MASTOgiornalista di Radio Popolare da sempre conoscitore esperto ed appassionato del continente africano. Anche questo si terrà a Caravaggio, presso la Sala del Santuario, con inizio fissato alle ore 21.

IL RAPPORTO ITALIANI NEL MONDO 2016 È UN TASSELLO DELL’ITALIA MIGRANTE

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È stato presentato solo poche settimane fa, eppure non se ne parla più. Rischia di entrare nel dimenticatoio mediatico ,dove finiscono troppe notizie scomode o che ci costringono a pensare, un documento di fondamentale importanza per il nostro futuro. Stiamo parlando del Rapporto Italiani nel Mondo (RIM) 2016, curato, come sempre dalla Fondazione Migrantes.

In esso si legge che dal 2006 al 2016 la mobilità italiana è aumentata del 54,9% passando da poco più di 3 milioni di iscritti a oltre 4,8 milioni. Un incremento che, in valore assoluto, ha riguardato tutti i continenti e tutti gli Stati soprattutto quelli che, nel mondo, accolgono le comunità più numerose di italiani come l’Argentina, la Germania e la Svizzera. Tuttavia le variazioni più significative degli ultimi 11 anni hanno riguardato la Spagna (+155,2%) e il Brasile (+151,2%).
La presentazione del RIM continua nell’  ALLEGATO

23/10/2016. LA PAROLA DEL PAPA: LA POVERTÀ CI INTERPELLA

23 OTTOBRELa seconda lettura dell’odierna Liturgia ci presenta l’esortazione di San Paolo a Timoteo, suo collaboratore e figlio diletto, nella quale ripensa alla propria esistenza di apostolo totalmente consacrato alla missione (cfr 2 Tm 4,6-8.16-18).

 Carissimi Fratelli e Sorelle,

 Vedendo ormai vicina la fine del suo cammino terreno, lo descrive in riferimento a tre stagioni: il presente, il passato, il futuro.

Il presente, lo interpreta con la metafora del sacrificio: «Sto per essere versato in offerta» (v. 6). Per quanto riguarda il passato, Paolo indica la sua vita trascorsa con le immagini della «buona battaglia» e della «corsa» di un uomo che è stato coerente con i propri impegni e le proprie responsabilità (cfr v. 7); di conseguenza, per il futuro confida nel riconoscimento da parte di Dio, che è «giudice giusto» (v. 8). Ma la missione di Paolo è risultata efficace, giusta e fedele solo grazie alla vicinanza e alla forza del Signore, che ha fatto di lui un annunciatore del Vangelo a tutti i popoli. Ecco la sua espressione: «Il Signore mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero» (v. 17).                                                                       

La riflessione continua nell’   ALLEGATO

RICORDARE LUTERO: “DAL CONFLITTO ALLA COMUNIONE, INSIEME NELLA SPERANZA”

Pope Francis waves as he leaves at the end of his weekly general audience in St. Peter's Square at the Vatican, Wednesday, Feb. 5, 2014. A U.N. human rights committee denounced the Vatican on Wednesday for “systematically” adopting policies that allowed priests to rape and molest tens of thousands of children over decades, and urged it to open its files on the pedophiles and the bishops who concealed their crimes. (AP Photo/Alessandra Tarantino)

È il motto di questo 17.mo viaggio internazionale di Francesco che porterà il papa in Svezia, dove, dal 31 ottobre al 1 novembre, commemorerà insieme ai luterani il quinto centenario dell’inizio della Riforma e celebrare i cinquant’anni di dialogo ufficiale tra luterani e cattolici.  In poco più di 24 ore in Svezia Papa Francesco esorterà cattolici e luterani a “lavorare insieme e non settariamente”, come egli stesso ha anticipato in una lunga intervista concessa alla rivista dei Gesuiti svedesi “Signum” e a “La Civiltà Cattolica”.
Il viaggio inizierà nella mattinata del 31 ottobre, con l’arrivo all’aeroporto internazionale di Malmö, dove avverrà l’incontro col primo ministro svedese, Stefan Löfven. A Lund, dopo pranzo, il Pontefice si recherà in visita di cortesia alla famiglia reale di Svezia: ad accoglierlo al Kungshuset saranno il re Carl XVI Gustav e la regina Silvia.

Il pomeriggio proseguirà con l’attesa Preghiera ecumenica comune nella cattedrale luterana: la scelta del luogo, Lund, è dovuta al fatto che qui, nel 1947, fu fondata la Federazione Luterana Mondiale, mentre la data, il 31 ottobre, è il giorno in cui, secondo la tradizione, Martin Lutero affisse le sue 95 tesi sulla porta della Chiesa del castello di Wittenberg, nel 1517. Si arriva a questo evento dopo 50 anni di dialogo ecumenico: con i luterani, i cattolici hanno avviato il primo “tavolo bilaterale” dei dialoghi scaturiti dal Concilio Vaticano II; nel ’99 le due comunità hanno firmato la Dichiarazione congiunta sulla Giustificazione, che ha annullato dispute secolari fra cattolici e luterani, una pietra miliare cui guardano anche altre confessioni cristiane, e nel 2013 hanno approvato il documento “Dal conflitto alla comunione”, da cui scaturiscono la Preghiera comune e il tema del viaggio. Il programma del Papa prevede poi il ritorno a Malmö per l’evento ecumenico e l’incontro con le delegazioni ecumeniche alla Malmö Arena.

Martedì 1 novembre allo Stadio di Malmö, nella solennità di Tutti i Santi, la celebrazione in latino e svedese della Messa per la piccola comunità cattolica del Paese: si tratta di poco più dell’1% della popolazione totale, censita in circa 10 milioni di abitanti. In tarda mattinata il trasferimento all’aeroporto della città,  per il rientro a Roma Ciampino.

LA VEGLIA MISSIONARIA

vescovo_oscar

 

La scorsa settimana, ricordando la Veglia Missionaria svoltasi in Cattedrale sabato 15 ottobre, avevamo riportato le testimonianze di don Federico, sacerdote fidei donum da quattro anni in Uruguay, e di Giovanni ormai consacrato diacono insieme a  Francesco e Nicholas.

Questa volta tocca al Vescovo Oscar, al quale è stato riconosciuto un impegno missionario davvero speciale, meritandosi l’applauso commosso e riconoscente dei partecipanti.

Riportiamo ALLEGATO  la riflessione del Vescovo Oscar Cantoni

 

“GUARDO ALTO” PER SCRUTARE LONTANO. Continua..

altoMartedì 25 ottobre con il tema: Il caso del Brasile nel contesto dell’America latina è iniziato il percorso formativo GUARDO ALTO. È intervenuto don Paolo CUGINI, sacerdote della diocesi di Reggio Emilia, fidei donum in Brasile per 14 anni nella diocesi di Rui Barbosa, nello stato nordestino di Bahia.

L’incontro, che ha avuto luogo nella Sala del Santuario di Caravaggio, ha permesso di cogliere non solo l’evoluzione della Chiesa in Brasile e in America Latina dal Concilio Vaticano II ai nostri giorni, ma anche le trasformazioni politiche e sociali. Questo è stato possibile perché da sempre la Chiesa Cattolica si è sforzata, in quel continente, di incarnarsi nella vita quotidiana. Le Comunità Ecclesiali di Base sono state il grande strumento di questa trasformazione, perché ha permesso alla gente, soprattutto quella delle campagne e delle periferie da sempre emarginata, di diventare protagonista non solo nella Chiesa, ma anche nella società. È così che all’inizio del nuovo millennio la maggior parte dei Paesi dell’America Latina hanno avuto governi di sinistra o di centrosinistra che hanno fatto sognare profonde riforme economiche e sociali. Purtroppo la crisi economica, sommata alla corruzione endemica e alla globalizzazione, ha bruscamente interrotto questo sogno, precipitando non solo il Brasile, ma anche molti altri Stati in una situazione di grande incertezza.

Il prossimo incontro, programmato per martedì 8 novembre, sarà guidato da Raffaele MASTO,  giornalista di Radio Popolare da sempre conoscitore esperto ed appassionato del continente africano. Anche questo si terrà a Caravaggio, presso la Sala del Santuario, con inizio fissato alle ore 21.

Nell ’ ALLEGATO  il manifesto dell’iniziativa con le date degli incontri.

 

PAURE IMMOTIVATE: PARLA IL PARROCO DI GORO

S.Maria delle Grazie - Goro
S.Maria delle Grazie – Goro

 

Siamo rimasti tutti sconcertati dagli avvenimenti di Goro (Ferrara), dove a dodici donne profughe con i loro otto bambini, che avrebbero trovato sistemazione in un ostello, è stato proibito con la costruzione di barricate di entrare in paese. Se pensiamo che una volta le barricate erano sinonimo di resistenza allo strapotere e alla violenza, mentre oggi sono strumento di sopraffazione e di rifiuto verso i deboli e gli inermi, riusciamo a capire quanta umanità abbiamo perduto in questi pochi anni. Tratto dal blog SPERARE PER TUTTI di Christian Albini, proponiamo questa breve intervista con il parroco del paese romagnolo curata da Fabrizio Contessa, de  “L’Osservatore Romano” del  26 ottobre 2016.

«Non è quello delle barricate il paese che conosco. Che ho conosciuto in tutti questi anni». Don Francesco Garbellini, dal 2008 parroco di Goro e di altri due piccoli centri del ferrarese, Bosco Mesola e Monticelli, da due giorni è testimone di una situazione che definisce davvero inedita per un territorio, quello del delta del Po, che in passato per decenni è stato terra di povertà severa e immigrazione e ora si trova a essere sotto i riflettori per un episodio che, come ha rimarcato l’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, «ripugna alla coscienza cristiana».

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