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Notiziario – Buone notizie

FINALMENTE IL NUOVO VESCOVO A SAN JOSÈ DE MAYO (don Federico e don Paolo)

3a. Ordenacion-Mons-Fabian-AntunezDomenica 22  agosto si è svolta, nella cattedrale della diocesi sorella di S. José de Mayo, l’ordinazione del nuovo vescovo P. Fabián Antúnez SJ. Era prevista per domenica scorsa, ma è stata rinviata per una quarantena preventiva a cui è stato sotto posto P. Fabián, dopo essere stato a diretto contatto con una persona a cui è stato diagnosticato il COVID-19. Di seguito una riflessione di don Federico e di don Paolo su questo importante avvenimento

Delta del Tigre, 09/08/2021

Carissime/i, un abbraccio e buon ferragosto!
Per noi il 15 agosto di quest’anno sarà un giorno particolarmente felice perché, oltre a celebrare l’Assunta, vivremo anche l’ordinazione del nostro nuovo vescovo p. Fabián Antúnez. Sarà una celebrazione a pubblico ridotto per via del virus, che in Uruguay è abbastanza sotto controllo, ma si mantengono le norme restrittive e tutte le misure di sicurezza. Da ogni parrocchia potranno partecipare solo quattro persone e tutto il resto dei posti è per i vescovi, i preti, le religiose, gli amici, le autorità e invitati fino a raggiungere la capienza permessa in cattedrale di 250 persone.          Continua nell’ ALLEGATO

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ANCHE CARITAS CREMA NEL PROGETTO “CORRIDOI UMANITARI” (Crema Oggi)

4a. Corridoi-umanitari-1Anche Caritas Crema tra le 8 realtà diocesane e un centro valdese che hanno accolto i 45 profughi, tra i quali 22 bambini, arrivati mercoledì mattina all’aeroporto di Fiumicino dal Niger, ma di diverse nazionalità africane.

Il loro ingresso in Italia è reso possibile dal Protocollo d’intesa tra lo Stato italiano e la Conferenza Episcopale Italiana, che organizza e finanzia attraverso la Caritas i corridoi umanitari. Progetto che da alcuni anni ha permesso l’arrivo in modo ordinato e sicuro a migliaia di richiedenti asilo in condizioni di vulnerabilità, individuati nei campi profughi di Etiopia, Sudan, Giordania e Niger.
“Ho provato un’emozione fortissima – riferisce Fabrizio Motta, referente dell’area immigrazione di Caritas Crema – vedere, al momento dell’incontro nell’hangar a Fiumicino riservato al loro arrivo, la felicità incontenibile di tutti, adulti e bambini, per essere giunti in un luogo sicuro.”          Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE FLASH DAL MONDO

a cura del Gruppo di Animazione Missionaria di SCANNABUE

AFRICA: IL 40% SARÀ VACCINATO ENTRO L’ANNO

8a. AfricaLa necessità di mobilitare ogni mezzo finanziario e organizzativo, per vaccinare entro fine anno il 40% degli africani, con la speranza di arrivare al 60%  entro la metà del 2022 utilizzando le dosi in sovrappiù dei Paesi ricchi.
È quanto emerso come obiettivo principale nel summit svoltosi a Parigi lo scorso mese di maggio, in presenza e videoconferenza, con i principali leaders europei, africani e organismi multilaterali,
Tra le altre novità esposte anche un impegno condiviso per permettere all’Africa di fabbricare in futuro i propri vaccini.
In piena crisi sanitaria, lasciare un continente giovane e grande come l’Africa senza i fondi necessari per proteggersi non è nell’interesse di nessun governo del pianeta. La svolta promessa si avvarrà quindi in gran parte di Istituti gestiti dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale. Presso quest’ultimo, l’obiettivo è di rendere disponibili, a breve, 100 miliardi di dollari di finanziamento per iniziative e progetti locali.          Continua nell’ ALLEGATO

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NOTIZIE FLASH DAL MONDO

a cura del Gruppo di Animazione Missionaria di SCANNABUE

LOTTA  ALLA FAME:  FINANZIAMENTI  ALL’AFRICA

6a. finanziamenti all'Africa Nella due-giorni organizzata dall’“Africa Development Bank” e dal “Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo”, una coalizione di Banche multilaterali di sviluppo e Partner per lo sviluppo si è impegnata in finanziamenti per oltre 17 miliardi di dollari.
 Un audace tentativo di affrontare la crescente fame nel continente africano e migliorare la sicurezza alimentare.
I 17 capi di stato africani hanno sottoscritto l’impegno di aumentare la produzione agricola raddoppiando gli attuali livelli di produttività attraverso il potenziamento delle agro-tecnologie, investendo nell’accesso ai mercati e promuovendo la ricerca e lo sviluppo agricolo. Tutto questo includerà anche programmi per creare opportunità per i giovani, in particolare le donne.
L’Organizzazione, inoltre, sta contribuendo a sviluppare un crescente flusso di investimenti a favore degli obiettivi della “Grande Muraglia Verde”. Un’iniziativa pionieristica  proposta nel 1952 dal biologo Richard St.Barbe Baker con lo scopo di realizzare una fascia alberata larga 50 Km. nella regione del Sahel per fermare l’avanzata del deserto.          Continua nell’ ALLEGATO

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IL GOVERNO REVOCA L’EXPORT DI BOMBE VERSO ARABIA SAUDITA ED EMIRATI ARABI

4a. Yemen-italy-bombeFermate definitivamente le forniture autorizzate negli ultimi anni e relative agli ordigni utilizzati nella guerra sanguinosa dello Yemen. Cancellato dal Governo, con una decisione storica e grazie alla pressione della società civile, l’invio di oltre 12.700 bombe. Soddisfazione delle organizzazioni della società civile.

Con un atto di portata storica – che avviene per la prima volta nei 30 anni dall’entrata in vigore della Legge 185 del 1990 sull’export di armi – il Governo Conte ha deciso di revocare, non solo sospendere, le autorizzazioni in corso per l’esportazione di missili e bombe d’aereo verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Continua inoltre a rimanere in vigore anche la sospensione della concessione di nuove licenze per i medesimi materiali e Paesi.
Secondo quanto appreso dalla Rete Italiana Pace e Disarmo il provvedimento riguarda almeno 6 diverse autorizzazioni già sospese con decisione presa a luglio 2019 tra le quali la licenza MAE 45560 decisa verso l’Arabia Saudita nel 2016 durante il Governo Renzi (relativa a quasi 20mila bombe aeree della serie MK per un valore di oltre 411 milioni di euro).          Continua nell’ ALLEGATO

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PIZZAIOLO DONA PIZZE PER IL SUO COMPLEANNO (ANSA)

5a. Pizzaiolo dona pizzeFesteggia i propri 37 anni donando pizze ai bisognosi del paese.

È il generoso gesto di Gaetano Boccia, pizzaiolo di Somma Vesuviana (Napoli), che ieri sera per festeggiare il proprio compleanno ha indossato il grembiule ed ha informato 70 pizze da mezzo metro da distribuire alle famiglie in stato di bisogno del paese, donando un sorriso a grandi e piccini. Oltre alla pizza Gaetano ha regalato anche crocchè e Pepsi-cola, il tutto consegnato a domicilio dai volontari del nucleo di protezione civile “Cobra 2”.

“Sono fatto così – ha spiegato – non mi andava di festeggiare da solo. Sono dieci anni dall’apertura del mio locale, e pur non navigando nell’oro, non posso girarmi dall’altra parte se c’è qualcuno in difficoltà. Ho solo reso felice qualche bimbo ed arricchito il mio cuore. In questo momento di difficoltà dobbiamo essere tutti uniti”. Le pizze, condite con il pomodorino del piennolo del Vesuvio, sono state fatte da Gaetano, la moglie e la madre, con un occhio particolare per quelle destinate alle famiglie con bimbi piccoli, farcite anche con patatine fritte.
“Un grande cuore quello di Gaetano – ha commentato il sindaco Salvatore Di Sarno, che ha contribuito ad individuare le famiglie destinatarie del generoso gesto – è la testimonianza di ciò che sono i miei concittadini: generosi, genuini, veri. Oggi più di ieri dobbiamo dare sorriso a chi rischia di perderlo”. “Bello avere contribuito alla serenità di bambini, anziani, famiglie – ha detto il presidente del nucleo di protezione civile, Vincenzo Secondulfo – domenica tutte le sezioni territoriali della Protezione Civile saranno a Somma Vesuviana per ricordare anche le vittime del Covid dei vari comuni della zona, e disegneremo con i mezzi un enorme albero di Natale, liberando una luce per ognuno dei morti”.

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COMPRA IL TERRENO PER LIBERARE IL CASTELLO DALL’ECOMOSTRO (Giulio Giallolombardo)

6a. Il-terreno-al-posto-della-villettaUn ex imprenditore in pensione ha fatto demolire a sue spese una villetta che da decenni deturpava la vista della fortezza di Mussomeli

Una guerra lampo nel cuore della Sicilia in difesa della bellezza. Un gesto quasi eroico di resilienza che vale più di mille parole. Quella villetta ecomostro che da quasi cinquant’anni faceva a pugni con la mole del castello manfredonico di Mussomeli, uno dei più belli dell’Isola, da qualche giorno non c’è più. Il merito è di un imprenditore in pensione che ha acquistato il terreno su cui sorgeva la casa e l’ha fatta demolire in mezza giornata. Un esempio virtuoso di amore per la propria terra, tradotto in azione silenziosa, con lucido pragmatismo, senza clamori o vetrine.
Campione di protagonismo civico è Sebastiano Misuraca, 75 anni, mussomelese doc, che non sopportava più la vista di quella villetta davanti alla fortezza chiaramontana fusa con la roccia. Così, decide di avviare una trattativa con i proprietari dell’edificio, solo per far sparire una volta per tutte quella ferita nel paesaggio. Dopo una lunga trafila burocratica, l’ex imprenditore acquista il terreno di oltre tremila metri quadrati alle pendici del castello e ottiene l’autorizzazione a demolire. Detto, fatto. Lunedì scorso è intervenuta un’impresa di Mussomeli e in poche ore della villetta non è rimasto che un cumulo di macerie.
La mia speranza è che questo gesto non resti isolato e possa essere da stimolo anche per gli altri, che possano fare molto più di quello che ho fatto io – dice Misuraca a Le Vie dei Tesori News Era uno scempio che stava sullo stomaco a tanti cittadini e a me in particolare. Da mussomelese mi vergognavo di questo edificio, che restava lì senza che nessuno facesse nulla. Così, mi sono deciso a intervenire nei limiti delle mie possibilità, cercando di dare il buon esempio anche ai miei cinque nipoti”.
Adesso al posto della villetta, che era comunque sanata anche se non abitata, nasceranno probabilmente tanti alberi. “Non so ancora cosa farò del terreno, non mi sono ancora posto il problema – confessa Misuraca – . Penso che pianteremo degli ulivi, ma l’importante è che il danno sia stato riparato e che la vista sul castello adesso sia libera da quella vergogna”.

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LA MIRACOLOSA SCOPA BURKINABÈ (Mario Giro)

2. Balai-citoyenQuattro anni fa, gli oltre cinque lustri di regime di Blaise Compaoré venivano “spazzati via” dalla “primavera” scesa nelle piazze delle città del Burkina Faso. Un caso esemplare, non unico in Africa, di capacità della società civile organizzata.

La vicenda senegalese di Y’en a Marre è forse la più articolata tra le organizzazioni della società civile africana attuale. Ma non l’unica. Un’altra success story del civismo africano è quella del Balai Citoyen del Burkina Faso, che ha saputo mobilitare giovani e studenti fino a far cadere il presidente Blaise Compaoré.

A differenza dell’effervescenza senegalese, in Burkina tutto sembra calmo, le città, la gente, le strade. In realtà si tratta di un Paese con una lunga tradizione “movimentista”. Il primo colpo di Stato, 1966, è una reazione all’insurrezione popolare dei sindacati contro il regime di Yaméogo accusato di corruzione e nepotismo. I militari si contendono il potere fino a che nel 1983 emerge Thomas Sankara, da allora consacrato dal mito.     Continua nell’ ALLEGATO

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PADRE GIGI È VIVO E STA BENE…(dal sito internet della S.M.A.)

prova…secondo le ultime notizie che padre Desiré ci porta dal Niger

Désiré Salako, di nazionalità beninese, è il superiore del Distretto SMA di Benin-Niger, cioè del territorio di cui fa parte la missione di p. Pier Luigi Maccali.
È colui che per primo ha avuto la notizia del rapimento di p. Gigi, e da allora, come suo amico e confratello, e come suo superiore SMA, segue giorno dopo giorno l’evoluzione di questa vicenda, tenendo i contatti con le autorità del Niger a nome della SMA.

Settimana scorsa è venuto a farci visita a Genova, nella nostra casa provinciale, e ha voluto anche andare ad incontrare i familiari di p. Gigi a Madignano, in provincia di Cremona.
Sono tante le domande che abbiamo voluto fargli, come tante sono le speranze che ognuno di noi porta nel cuore di rivedere presto p. Gigi, sano, salvo, sereno.
Naturalmente p. Désiré non aveva una risposta per ogni domanda, ma ha saputo darci la prova che nessuno ha dimenticato p. Gigi, e che sono in tanti che si stanno adoperando in tutti i modi per la sua liberazione. Ci ha soprattutto trasmesso il messaggio del vescovo di Niamey che P. Gigi è vivo e sta bene. Non ha potuto dirci, per motivi di sicurezza, su quali elementi fonda questa affermazione, ma ci ha chiesto di credere che lo dice con tutta sincerità e verità.
Ci ha detto che la prima preoccupazione delle autorità del Niger, ma anche dell’ambasciata italiana a Niamey, è l’incolumità di p. Gigi, e che ogni azione che verrà intrapresa non metterà in pericolo la sua vita. È desiderio di tutti che questa vicenda si concluda in modo pacifico, senza inutili violenze, ma per questo, ci ha detto, è necessario avere pazienza. Il tempo che passa, l’apparente silenzio, la mancanza di notizie, non devono essere interpretati come segno di inattività. Al contrario, è il clima più fruttuoso perché le parti in causa possono entrare in contatto con discrezione e fiducia reciproca.
Ci ha ringraziato per le preghiere che incessantemente rivolgiamo a Dio, in varie parti d’Italia, in tante comunità, per la liberazione di p. Gigi, per la liberazione delle altre persone rapite nel Sahel, per la pace e la concordia in Niger, per la serenità del piccolo gregge cristiano di quel paese. Ci ha invitato a continuare a pregare, con insistenza, perseveranza e fiducia, e tenere sempre accesa la fiamma dell’attenzione e dell’affetto verso p. Gigi.
Ci ha invitato a pregare in modo particolare per tutti coloro che sono implicati negli sforzi di liberazione di p. Gigi e degli altri ostaggi, perché siano illuminati dallo Spirito Santo, e trovino i mezzi più opportuni per portare a buon fine il loro lavoro.
Non da ultimo ci ha chiesto di pregare anche per i rapitori. Gesù ci ha detto che i cristiani osano pregare per i loro nemici, perché credono che Dio può cambiare il loro cuore, può infondere in tutti i cuori il sentimento di umanità e di giustizia.
P. Désiré è rimasto purtroppo solo poche ore con noi, ma la sua visita è stata provvidenziale. Ha rafforzato la nostra speranza, e ci fatto sentire vicini a p. Gigi.         Preghiamo insieme perché il prossimo Natale ci porti il dono della sua liberazione.

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DALLE RIFUGIATE FOULARD PER LE MALATE DI CANCRO (Lucia Giallorenzo)

6. FoulardLe donne per le donne. Le richiedenti asilo africane per le malate oncologiche. Perché chi meglio di una donna in difficoltà può aiutare altre donne in difficoltà?

Le donne migranti provenienti dai Paesi dell’Africa sub-sahariana beneficiarie del Progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Atena Lucana e Padula, in provincia di Salerno, hanno realizzato con le loro mani sessanta foulard per donne che in seguito a una patologia oncologica si ritrovano a dover vivere il trauma della perdita dei capelli. I copricapo sono stati donati all’Associazione ‘Noi per te-Volontariato oncologia e Cure palliative’ di Salerno. Il laboratorio di sartoria è il cuore del progetto ‘For your smile’, inserito nell’ambito delle attività formative dello Sprar nella diocesi di Teggiano-Policastro guidata dal vescovo mons. Antonio De Luca, e attivo negli Sprar di Padula ed Atena Lucana, gestiti dalle Cooperative ‘Il Sentiero’, ‘L’Opera di un Altro’ e ‘Tertium Millennium’.
Un lavoro a più mani, quelle dei migranti e delle operatrici impegnate da mesi a tagliare e cucire scampoli di tessuto, scelti per ogni donna e per i diversi momenti della giornata. Ogni copricapo ha una sua originalità, sia per il colore sia per il tessuto utilizzato: ce ne sono in pizzo e in raso, in seta per le occasioni speciali, in cotone o in lino per le giornata calde, quelli etnici e colorati ma anche altri semplici e sobri. Ognuno diverso dall’altro, cuciti da mani di donne con l’unica finalità di regalare un sorriso alla donna che lo indossa. Un circuito di bene collega così le donne migranti, beneficiarie dell’accoglienza, alle donne che percorrono l’arduo sentiero della sofferenza.        Migrantes on line – 20.03.18

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